I HAVE A DREAM

 

 

I HAVE A DREAM
(28 agosto 1963 • Martin Luther King)

…ero nata da quindici giorni e questa frase, pronunciata al termine di una marcia di protesta per la difesa dei diritti civili, sarebbe entrata nella nostra storia, nella storia dell’umanità.

IO SOGNO una società in cui ogni bambino che nasca venga riconosciuto come essere assolutamente unico e irripetibile, e abbia l’opportunità per vivere, sviluppare, accrescere la propria diversità.

La diversità di ogni essere vivente fa parte del patrimonio comune dell’Umanità, va assolutamente preservata e difesa a beneficio delle generazioni presenti e future.

Il mio pensiero va a Martin Luther King, che è stato ammazzato per questo sogno, a Indira Ghandi… ma anche a uomini e donne molto più vicini a noi: Don Gallo, Don Ciotti, Don Mazzi…

Nel corso della storia abbiamo assistito a crimini inenarrabili verso i “diversi”. E penso allo sterminio degli ebrei… ma molto più vicino a noi, a come vengono accolti e accettati gli immigrati che approdano sulla “nostra” terra.

Nostra?… mah…. Come se la terra potesse essere davvero di qualcuno!

Bambini/adulti, uomo/donna, bianco/nero… differenza di cultura, religione, orientamento sessuale…. Le differenze più eclatanti sono facilmente riscontrabili e la “discriminazione” più facilmente condannabile. Ma ci sono discriminazioni più sottili, a cui ci siamo talmente abituati da nemmeno più riconoscerle. Penso ai bambini autistici o a tutti quelli colpiti da altre malattie. A volte ci puliamo la coscienza con la compassione… è un’altra forma di discriminazione. Abbiamo inventato persino un termine: “diversamente abili”, così ci sentiamo più buoni… o forse ci fa meno paura.

La DISCRIMINAZIONE nasce dalla PAURA, la paura della differenza.

Avevo un amico che mi diceva: “DIVERSAMENTE ABILE UN CORNO! io voglio essere chiamato HANDICAPPATO… perché handicap non è un insulto, è una difficoltà. E la mia difficoltà deve essere riconosciuta se mi si vuole aiutare, se mi si vogliono offrire opportunità”.

Già… UGUAGLIANZA non è l’appiattimento di tutte le differenze, la negazione di tutte le caratteristiche che rendono unico, differente, un essere da un altro. Questa è un’altra forma di discriminazione.

UGUAGLIANZA vuol dire assicurare pari opportunità di vivere e accrescere le proprie differenze.