L’incredibile paese di nome Schema

C’era una volta un Paese, molto grande, quanto una Nazione, che si chiamava Schema, e ovviamente i suoi abitanti erano Schematici. La vita scorreva tranquilla tra Alti e Bassi, sì perché la popolazione, maschile, era formata da individui alti, molto alti, fino a 2 metri, e da individui bassi, quasi la metà di quelli alti, che però erano la maggioranza. Maschi di altezza media non ce n’erano, mentre le femmine erano, invece, tutte di altezza media, ed erano in grado di accoppiarsi con soddisfazione, sia con gli uomini alti che con quelli bassi. Ottime mogli e perfette madri.

La vita quindi, come dicevo, scorreva tranquilla, anche se movimentata tra alti e bassi, ora sì, inteso come momenti. Cioè momenti alti di grande serenità, pace e prosperità, e momenti bassi di difficoltà, discordia e crisi, come capita in tutte le comunità.

La governabilità di Schema era praticata e garantita attraverso la Televisione, già perché in ogni abitazione di apparecchi televisivi ce n’era almeno uno, se non di più; sempre accesi, perennemente collegati al Canale Unico, trasmettevano sia le indicazioni del Governo, sia programmi vari d’intrattenimento. C’erano orari stabiliti per ricevere le Ricette Governative, per ogni situazione, problema, o comportamento e, tutto sommato, la gente accettava tranquillamente e senza particolari critiche il Diktat del Potere.

Di fatto il Paese era molto organizzato, anche tecnologicamente, e alcune regole erano accettate come da sempre esistenti. Stravagante era il fatto, che dopo le dieci di sera, le 22.00, non ci fosse in giro più nessuno.

Non c’erano night o discoteche e la gente se ne stava tranquillamente in casa davanti alla Televisione, e andava a dormire presto.

Non era neppure molto chiaro come questo Potere che governava, si fosse formato, quando e perché. C’era da sempre e la gente lo accettava come un fatto naturale, senza domande.

Senza neppure chiedersi chi erano coloro che dagli schermi televisivi, solo con messaggi scritti, o con animazioni, impartivano la legge. Comunque il sistema funzionava egregiamente, con le sue specifiche.

Delle donne ho detto, degli uomini invece va specificato il particolare che quelli alti erano tutti, chi più chi meno, intellettuali, con una buona erudizione, e con mansioni dirigenziali, amministrative, culturali; mentre i bassi erano tutti addetti ai lavori manuali, operai in fabbrica, artigiani, contadini ecc.

Ah! Dimenticavo di dire che tra i bassi ce n’erano alcuni veramente tali, cioè Nani. Questi in pratica non facevano niente, andavano bighellonando qua e là, osservando tutto con attenzione e curiosità, senza dire una parola, sembravano muti, ma calmi e sorridenti, così per la loro simpatia, anche se nessuno chiedeva la carità, ricevevano offerte varie dal resto della popolazione che permettevano loro di campare. E neppure era chiaro dove abitassero.

Anche questa divisione di compiti, questo Sistema era serenamente accettato come naturale e non essendoci differenza di remunerazione, tra stipendi e salari, non provocava problemi. Cioè tutti percepivano dallo Stato lo stesso guadagno, non moltissimo ma sufficiente per vivere degnamente.

Denaro che veniva incrementato ogni volta che nasceva un figlio, cosicché le nascite fioccavano, e molte famiglie erano veramente numerose. Ognuno riceveva regolarmente il suo Emolumento, direttamente a casa ogni fine mese, attraverso il Servizio Postale Pneumatico, già perché in ogni abitazione c’era un terminale del Condotto Postale, attraverso il quale arrivava, appunto, la busta con l’emolumento e non si chiedeva nulla, da dove venisse o altro.

Insomma nel Paese Schema era tutto ben organizzato, programmato, e in definitiva ben schematizzato. La gente era abbastanza felice e appagata, il Governo Ombra funzionava bene e non c’era particolare motivo di malcontento.

Ogni tanto, si sa, scoppiavano le solite scaramucce per qualche problema d’invidia mal riposta di qualcuno non ben allineato, ma che grazie all’intervento della collettività, alla grande solidarietà generale sempre presente nelle situazioni più scabrose, ogni difficoltà era sempre risanata e si tornava conseguentemente alla serenità abituale. Ma un giorno, alla solita ora del comunicato governativo, ecco una notizia incredibile, una disposizione che fa letteralmente, prima allibire e poi arrabbiare tantissimo la gente in ascolto. “Il governo sta dicendo veramente questo?” si chiedono tutti guardandosi intorno come colti da una grande sorpresa, inimmaginabile.

Da oggi l’acqua non sarà più libera e disponibile per tutti, com’è naturale che sia, ma sarà a pagamento! Questo provvedimento è necessario perché, comunica il Governo, si è in periodo di Crisi Economica.

In sostanza ognuno dovrà pagare una quota, che sarà trattenuta dall’Emolumento, per i primi 200 litri di consumo, che verrà aumentata progressivamente per i successivi 200 litri, consumati nell’arco di un mese.

Inaudito! Tutti si fiondano fuori delle abitazioni per commentare la nuova regola. Le strade si animano di folla, si formano capannelli di gente vociante, incredula, arrabbiata e cominciano le ipotesi, le proposte, discussioni a non finire.

C’è chi si chiede: “Perché? Che è successo? Ma che gli ha preso a quelli là?!”. E si comincia a pensare al potere invisibile come a qualcosa di negativo, a una minaccia misteriosa che non si sa come contrastare. “Con chi si può provare a discutere, a chiarire?”. Con gli schermi televisivi che ora trasmettono un serial? Ma una cosa è sicura, dicono i più, a questo comandamento non si può obbedire, bisogna opporsi in qualche modo, sì ma come? Sono soprattutto le donne a gridare, a disperarsi, a domandarsi come sia possibile stabilire una norma così assurda, razionare e far pagare l’acqua!

L’acqua è tutto, è vita! Che cos’è questa storia della Crisi? Che si sono impazziti quelli là, e chi sono? Dove stanno?”.

E in tutto il Paese il malcontento è generale, si percepisce da ogni assembramento di popolo che grida, discute, dalle Riunioni che si tengono in continuazione per esaminare le proposte, le idee per contrastare quella assurda disposizione. Alcuni uomini Alti sono più accesi di altri e fanno grandi dichiarazioni di guerra al Potere, mentre altri Bassi ribattono chiedendo: “Dove sta il Governo, come si fa a trovarli?”.

Molte sono le ipotesi ma nessuno è in grado di avere una risposta convincente. In una grande Assemblea Generale un giorno si decide di sguinzagliarsi per tutte le contrade del Paese per cercare di scoprire dove sta il Governo. Viene dato l’incarico ad alcuni uomini Alti e in attesa di risultati ognuno comincia a verificare in proprio gli effetti negativi del nuovo regime per l’acqua. Infatti, dai rubinetti di tutte le case, improvvisamente, in momenti diversi l’acqua cessa di arrivare. “Allora già abbiamo consumato 200 litri?!”. Si chiede angosciato ognuno, e comincia a razionarla, a consumarne poca. E ogni volta, che dopo qualche tempo dall’interruzione, l’acqua torna a essere disponibile dai rubinetti: “Ma cosa vuol dire?”. Ci si domanda con angoscia: “Che verrà pagata un’altra quota?”.

La disperazione è generale, palpabile in tutta la popolazione. Gli unici che sembrano indifferenti e si comportano come il solito, osservando con attenzione, ma senza emozioni, sono i Nani, e dal momento che non parlano, non è possibile interloquire con loro.

Arrivati quasi alla fine del mese, il primo con la nuova situazione, per cui tutti temono per i loro emolumenti ridotti, i Delegati mandati in giro per scoprire dove si annidi il Governo, ritornano con la sconfortante mancanza di risultati.

A questo punto sembrerebbe che la situazione sia del tutto disperata e senza soluzione, ma trattandosi di una favola, ecco la sorpresa fantastica.

Una notte, uno dei Delegati che profondamente deluso per aver fallito la sua missione, dorme male, di un sonno agitato, improvvisamente fa un sogno straordinario.

Un enorme pesce con grandi occhi lo guarda con severità e gli dice: “Basta! questo vostro governo è diventato cattivo, non potete più accettarlo, dovete abbatterlo e ve lo dico io come“.

Risvegliatosi tutto sudato ed eccitato l’uomo, che chiameremo Primo, ripensa a quello che ha sognato e si affretta a scrivere ciò che ricorda. L’indomani convoca una Riunione, dei soli Delegati e spiega loro che cosa si deve fare, in base alle indicazioni del sogno. Bisogna costruire tante barche molto grandi che possano accogliere molta gente e poi aspettare gli eventi. Malgrado non sia da tutti accettato, questo curioso suggerimento, alla fine si decide di dare credito a quanto propone il Delegato Primo.

Così ogni delegato riferisce al proprio gruppo da cui è stato eletto, e s’inizia a darsi da fare per costruire le grandi barche. Tutti lavorano alacremente, uomini Alti e Bassi, donne, bambini, solo i Nani mantengono il loro solito atteggiamento di attenti osservatori nullafacenti. Ma nei loro confronti cambia il comportamento degli altri, che sembrano più distaccati, quasi ostili, e di fatto riducono le offerte.

Allo scadere del mese arrivano le buste con l’Emolumento e ovviamente sono dolori per tutti, con una grande riduzione del denaro. Su tutte le buste campeggia una scritta: CRISI.

Inutile dire la disperazione in ogni casa, e ancora una volta echeggia la domanda angosciosa: “Con chi possiamo prendercela?”.

Il Delegato Primo è più tormentato degli altri, dal momento che si è impegnato con quella idea delle grandi barche che stanno costruendo, e una notte, ribelle a ogni regolamento, se ne esce a passeggiare al chiarore incredibile che c’è in cielo, intorno a un grande disco luminoso.

Ovviamente mai aveva visto così nettamente la luna, e mentre cammina tutto estasiato, guardando il paesaggio intorno a lui così chiaro, nota delle ombre piccole che si muovono in una certa direzione. Infine comprende che si tratta dei Nani che silenziosamente si avviano tutti verso la Montagna Grande che sovrasta il Paese.

Cerca di seguirli, senza farsi vedere, finché non scorge più le ombre, le ha perse di vista. Continuando ad avanzare con cautela arriva ai piedi della montagna, molto rocciosa, che tante volte, in belle giornate ha scalato, e gli sembra, a un tratto, di scorgere ancora una di quelle piccole ombre, che scompare in una sorta di fenditura della roccia.

Avvicinatosi, vede che si tratta appunto di una specie di grotta orizzontale, ma molto stretta, dove, anche volendo lui farebbe fatica a entrarci. Ritornando verso casa va rimuginando su quanto ha visto e alla fine pensa di avere capito. Ecco allora dove vanno a rintanarsi tutti i Nani!

Passa un altro mese, con la solita disperazione all’arrivo delle buste con scritto Crisi, e finalmente a metà del terzo mese tutte le barche sono state costruite, a prezzo di fatiche e costi onerosi. I Delegati le guardano con soddisfazione ma pensierosi si chiedono: “E adesso che facciamo?”.

Il Delegato Primo si affanna a rassicurarli dichiarandosi sicuro che prima o poi, il Pesce del sogno si rifarà vivo. E in effetti, arriva la notte in cui sogna di nuovo il Pescione che guardandolo compiaciuto gli dice che ora devono tutti salire dentro le barche, con provviste per molti giorni, tutti meno i Nani, perché gli rivela che proprio loro sono il Governo.

Gli svela i loro segreti, così lui capisce che sotto terra c’è la loro sede, una specie di grande città fornita di tutte le comodità e modernità, dove in sostanza i biechi Nani se la spassano e tengono sotto scacco il Paese di sopra. Insomma un bello Schema di Dominazione Duttile.

Così, l’indomani di buon mattino comunica la novità e mentre già comincia a cadere una leggera pioggerellina tutta la popolazione sale sulle grandi barche, portando cibi, suppellettili, animali vari, in una grande confusione ed eccitazione.

Tutti s’imbarcano, meno i Nani, che da parte loro si limitano a osservare con curiosità l’avvenimento, quasi divertiti per l’insolito spettacolo, anche se l’atteggiamento scostante quasi ostile della gente, dovrebbe suggerire loro una certa preoccupazione.

Da quel momento la pioggia comincia a cadere sempre più fitta e violenta, e lo farà per un tempo lunghissimo, proprio come un Diluvio, fino a che tutto il Paese è allagato e l’acqua sale, sale, fino a sommergere anche la Montagna Grande.

E così tutti i Nani cattivi annegano, e alla fine della grande pioggia, quando il terreno riaffiorerà, e l’ambiente sarà asciutto e tornerà praticabile il popolo di Schema si troverà a dover inventare un nuovo schema di gestione del Paese, ma questa è un’altra storia, ancora da scrivere.

 

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gianrelli

Varie esperienze di tipo redazionale in riviste e periodici. Partecipazione a numerosi concorsi e presente in diverse antologie e siti web. Ha pubblicato il libro di poesie "Parole d'amore e di lotta", e quello di narrativa, racconti "Miscellanea" .Entrambi con "Il mio libro" http://ilmiolibro.kataweb.it/area-privata/scrivere/#