Noi siamo arcobaleno

di Noi che siamo Arcobaleno

Erano di iris quei campi che ricoprivano di un meraviglioso manto blu e viola la nostra città ed è proprio per questo che mi chiamarono Iris,perché ricordavano il colore della mia macchia.
Ecco, ci siamo, ancora qualche riga e conoscerete tutta la mia storia.
Io faccio parte dei “Secondari”o come i tre primari preferiscono chiamarci: noi siamo gli altri.
Nel caso ve lo steste chiedendo, la società in cui vivo è divisa in gruppi: i primari, cioè i colori blu, giallo e rosso e noi, i secondari, i diversi, quelli malvisti perché nati da un amore proibito.
Ebbene sì, i blu devono stare con i blu, i gialli con i gialli e i rossi con i rossi. Questa è la  legge dei primari.
Io sono nata da madre blu e padre rosso, ho una macchia viola, proprio sul braccio, io sono blu con una macchia viola. Viola come quelli che nella vostra vita sono i fiori oppure come quel colore assunto dal cielo quando cala la sera, fino a diventare blu. Perché se la natura che mi circonda è formata da colori che vivono in sintonia tra loro, noi non possiamo vivere in armonia?
Prima vivevo nel gruppo dei blu: non mi potevo proprio lamentare della mia vita, era bella e spensierata ricca di amici avevo anche un bel lavoro, stavo bene ma poi mi ritornava in mente la mia macchia, l’unico motivo per cui la mia società mi avrebbe considerata diversa; se l’avessero scoperto non sarei più stata parte del gruppo, del mio gruppo, e questo era fin da subito stato chiaro, da quando mia mamma mi aveva detto di mantenere il segreto. Non dovevo dire ciò che ero, non dovevo dire le mie idee non dovevo pensare al di fuori del gruppo, non dovevo assolutamente farlo se no sarei stata diversa.
Quella macchia era un segno indelebile della mia diversità ma anche se tutti dicevano che era orribile essere secondari, a me non è mai dispiaciuto avere in me quel pizzico di diversità, forse perché me l’aveva insegnato mia mamma fin da piccola.
È vero: dovevo tenere nascosta la macchia, agli altri però, non a me. Mia mamma me lo ha sempre detto: la macchia mi rendeva unica e, l’essere unica, mi rendeva essere autonomo, io riuscivo a pensare al di fuori del gruppo.
Una volta ho provato a esprimere quello che volevo dire perché non mi sembrava giusto quello che i miei colleghi stavano dicendo: se l’erano presi con un tale tipo, un verde mi sembra. Gli davano una colpa che a mio parere non era tale ma, appena provavo a dire la mia, gli altri si erano messi a ridere e confabulare; non mi hanno mai spiegato perché avessi torto a parer loro, si erano solo messi a ridere.
Da quel momento tutte le mie sicurezze sono crollate, volevo dire a tutti ciò che provavo: mi sentivo diversa, ma se non lo avessi detto sarei esplosa.
Alla fine lo dichiarai ma dagli eventi che seguirono capii che non feci la cosa più giusta da fare: da quel giorno, tutti i miei colleghi cominciarono a non parlarmi più, fino ad arrivare al più totale isolamento. La cosa peggiore è stata quando l’ho detto a coloro che consideravo miei amici… invece di sostenermi ed incoraggiarmi, hanno preferito escludermi dalla loro vita. Improvvisamente ero sola.
Oggi come oggi, però, devo ammettere che ho fatto bene: la società finalmente ha cominciato a capire che i colori sono belli perché sono tanti e sono vari. E, comunque,  se alle persone piace l’arcobaleno, significherà qualcosa.

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  2 comments for “Noi siamo arcobaleno

  1. avatar
    j04931
    25 marzo 2016 a 17:42

    Viva il RAIBOW!!!
    Mi piace un macello!
    Idea originale
    Affronta molti argomenti, ma con una facilità impressionante.
    Proprio una figata!! Mi piace veramente molto!
    C’è in poche righe tutto:
    Il problema del lavoro, del gruppo, razzismo e bullismo ma spiegato proprio in modo facile e d’impatto.
    Complimenti!

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